“Pollon, Pollon combinaguai” era la sigla di un cartone animato di qualche tempo fa.
Marito l'ha modificata in “Pilly, Pilly combinaguai” e da qui il mio soprannome.
Sono una neo bi-mamma di 28 anni che si trova a fronteggiare i cambiamenti, le sfide, i casini, gli sconforti e le paure della maternità.
Potete scrivermi a: improvvisamenteinquattro(at)gmail.com
Dopo aver mostrato qui i risultati dell'esperimento frutta, racconto quella che è stata la mia esperienza, nel caso possa essere utile a qualcuno.
Ho iniziato a 4 mesi e 1 settimana con la frutta grattugiata (mela e pera).
Un gran successo: il sapore è piaciuto loro subito e al cucchiaino si sono abituati abbastanza in fretta; solo che sono aumentati notevolmente i rigurgiti .
A parte che rigurgiterei anch'io se mangiassi solo latte e frutta... comunque la pediatra mi ha detto che è abbastanza normale anche perchè la frutta è acidognola.
Per vedere se il problema dei rigurgiti era connesso alla frutta grattugiata, per una settimana ho dato loro gli omogeneizzati e devo dire che effettivamente i rigurgiti sono un po' diminuiti, ma sono tornati i mal di pancia.... Azz!
Pianti disperati che si concludevano con la santa puzzetta.
Ora sono tornata alla frutta fresca ma la omogeneizzo in questo magico apparecchio che mi hanno regalato i colleghi.
La taglio a pezzettini, metto un goccio di acqua e...vai di lame!
N.B. Sull'utilità dell'apparecchio in questione, non mi pronuncio ancora. Preferisco aspettare un utilizzo più consistente!
scritto da Pilly80 il mercoledì, 25 marzo 2009,21:56
Se anche fai indossare a tuo figlio i bavaglino più grosso che ci sia, plastificato e che copra tutto il copribile, il rigurgito andrà sicuramente a finire su quella minima e minuscola parte di vestito che, guarda caso, coperta non era.
scritto da Pilly80 il domenica, 22 marzo 2009,23:10
Si sentono sempre i racconti delle mamme e io prima e poi posterò il mio....
Ma oggi lascio la parola a Marito, per ricordare quella giornata di cinque mesi fa...
CRONACHE DI UNA MATTINA
PROGRAMMA DI UNA GIORNATA "DIVERSA"
Mi alzo alle 5.30 del mattino perchè la giornata presenta un programma davvero interessante e pregno: è il giorno della nascita dei miei figli Filippo e Lorenzo!
Il parto sarà un cesareo e quindi è programmato, tuttavia è stato fissato il giorno prima d'urgenza e dunque potrebbe essere alle 8.00 del mattino come nel tardo pomeriggio.
Alle 7.30 spaccate sono sulla porta della stanza di Silvia, abbiamo giusto il tempo per scambiarci un saluto e uno sguardo fugace perchè io non potrei essere lì e lei deve prepararsi all'intervento.
CAMMINARE, CAMMINARE, CAMMINARE
Non lo nascondo, del resto è umano, sono nervoso, direi molto nervoso. E allora mi scarico nell'unico modo che - nel mio caso - funziona: cammino!
Non so quanto avrò camminato, ma quel corridoio che separa la camera della Silvia dal blocco sale parto non ha più segreti. Chiedetemi pure dove si trova tale mattonella o tal'altra, vi risponderò con la sicurezza dei giusti.
Ma non divaghiamo...
SI INIZIA A FARE SUL SERIO
Alle 9.30 circa iniziamo a ballare: entriamo nel blocco sale parto e, mentre Silvia viene "svestita", io mi occupo di depositare i "bagagli" (e di bagagli senza virgolette si tratta poichè mia moglie è stata ospite dell'ospedale per dieci giorni per tenere sotto osservazione i bimbi).
Quando entro nel blocco operatorio sono l'omino verde: camice verde di stoffa non meglio definita e copri scarpe dello stesso tenore! Almeno erano abbinati...
Sono minuti di inquietudine quelli che passiamo in una sorta di sala parto adibita a spogliatoio/sala di attesa. Non ricordo esattamente quello che ci siamo detti con Silvia, ma credo che sia parlato delle incredibili emozioni che stavamo provando e, probabilmente, mi avrà dato istruzioni ben precise su come/chi/quando e, forse, anche dove avvertire parenti e amici del lieto evento.
Appena dopo aver potuto sentire il nostro chirurgo al di là della porta lamentare il fatto di dover fare un intervento d'urgenza con così poco preavviso (si, vabbè, se è d'urgenza...) e di aver pensato fra me e me "iniziamo bene...", sono arrivate le ostretiche che ci hanno fatto le interviste di rito e hanno preparato Silvia per l'operazione.
Alle 10.15 circa iniziamo a fare sul serio, Silvia viene portata in sala operatoria e io vengo parcheggia in una minuscola saletta con un neo papà e il suo piccolino che rantolava. In effetti scoprirò appena più tardi che il bimbo aveva problemi respiratori. Riflessione: possibile che un quasi papà di due gemelli debba assistere alla crisi respiratoria di un altro neonato proprio un momento prima che nascoano i suoi pargoli; come dire: ciò che non ti uccide si ti rafforza. si, ho capito, comunque...
Dato che di camminare non se ne parla per ovvi motivi di spazio - la stanzina non è molto più grande di uno sgabuzzino - e che appena mi sono affacciato dalla porta sono stato prontamente cazziato da circa tre infermiere, mi distraggo facendo la cronaca degli eventi tramite sms.
BENVENUTI PICCOLI MIEI
Sinceramente il tempo è passato in un baleno e alle 10.53 vedo passare il mio primogenito, Filippo (al momento, però, non lo sapevo. Avevo visto solo passare un cosino piangente davanti alla stanza) e dopo poco un altro cosino ovvero il mio secondo, Lorenzo (mi è stato detto che è nato un minuto dopo, 10.54).
Dopo pochissimi istanti, un'infermiera si aggira gridando: "papà dei gemelliiii, dove seiiii? Papà dei gemelliiii!!!). Sebbene incerto se uscire dalle stanzina, dato il cazziatone di prima, mi affaccio e mi faccio avanti, anche se con un dubbio: sarò l'unico papà di gemelli oggi?
Ora, prima di proseguire tosto il mio racconto devo fare una piccola premessa per aumentare il pathos. La nostra gravidanza (e badate bene che dico nostra perchè rivendico in toto la mia piena partecipazione alla gestazione), per usare un eufemismo, non è stata molto facile, anzi. Fra distacchi di placenta e oligoidramnios, non osavo certo sperare - dato fra le altre cose che i gemelli erano anche prematuri di un mese e una settimana - che tutto sarebbe filato liscio, però magari almeno cose tranquille... chessò giusto un pò di ittero, tanto per gradire. Invece, come scoprirete in seguito, non ci siamo fatti mancare niente.
SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO...
Entro nella saletta dove vengono lavati i bimbi e vedo Filippo: bello arzillo e piangente. Sono stordito, ma felice. Durerà poco. Torno subito sulla terra quando le ostretiche mi dicono che devono parlarmi di Lorenzo... Il piccolino, infatti, ha una braccio tutto bianco. Chiedo di cosa si tratta e mi dicono che potrebbe essere la posizione che aveva in pancia che impediva la circolazione del sangue oppure, cosa più grave, un problema di ischemia (difficoltosa circolazione sanguigna).
LA TROTTOLA
Inizia così la mia maratona. Porto Filippo, in ottima condizione, al nido, dove mi confermano che per lui non c'è nessun problema. Appena fuori dal blocco parto, incontro i genitori di Silvia e quando la mamma - certamente non facile alle emozioni - vede il fagottino che ho in braccio scoppia a piangere. Lorenzo viene portato invece in terapia post intensiva per monitorare la condizione del braccio. Lascio quindi Filippo per andare da Lorenzo e subito vengo rassicurato sul fatto che si dovrebbe trattare solo di un problema di cianosi causata dalla posizione nella pancia. Nota: il blocco di terapia intesiva è veramente un luogo strano. In esso si raccolgono le paure e le incertezze di genitori di creature indifese. Eppure si respira un'aria di forza e di speranza che solo l'amore per i figli può tramettere.
Decido quindi di tornare da Filippo e, strada facendo, incontro i miei genitori e quelli di Silvia: li porto quindi a incontrare Filippo. Ma ci aspetta una sorpresa, Filippo non è più lì: la dottoressa mi dice che ha difficoltà respiratorie e che hanno portato anche lui in terapia post intensiva. Torno indietro e trovo Filippo in incubatrice con due tubicini nel naso per aiutarlo a respirare. Solo nelle 24/48 ore si sarebbe saputo se sarebbe dovuto essere intubato.
TUTTO E' BENE...
Comunque nel giro di due/tre giorni Filippo respirerà da solo e il braccio di Lorenzo prenderà piena funzionalità. Passeranno una decina di giorni in terapia post-natale per monitorare la loro crescita nel primissimo periodo, ma non ci saranno altre sorprese (tranne un pò di ittero per Filippo) e presto i bimbi torneranno a casa con mamma e papà...
Oggi è stata una giornata no.
Uscendo per una passaggiata con i bimbuli ti ho chiesto se
per favore mi lavavi i biberon e, quando sono tornata a casa, ho trovato la casa in ordine e la lavatrice che andava.
Perché tu sei così.
Ti dai e non ti risparmi.
Pensi prima agli altri che a te.
Hai un cuore grande.
Sei generosa.
Sei piena di fiducia verso il mondo e verso l’umanità.
Sei semplice.
Sei introversa.
Non sei per nulla coccolona.
Ti occupi di tuo marito con amore e dedizione.
Sei testarda.
Quando piangevo, dicendo “però sono sfigata”, al tavolo della cucina perché avevo la febbre e il ragazzo di allora mi aveva lasciata e il giorno dopo avevo lo scritto della maturita, tu mi hai guardato, ti sei messa a ridere e mi hai detto “si, dai. Effettivamente ora un po’ lo sei”.
Perché quando mi piagnucolo un po’ addosso, sai sdrammatizzare.
Ti fai in quattro per tutto e per tutti, Soprattutto per la tua famiglia.
Senza di te, non so all’inizio come avrei fatto a cavarmela.
Per due mesi mi hai fatto le lavatrici e ci hai ospitato a cena.
Sei sempre disponibile quando c’è bisogno.
Non ti tiri mai indietro.
Odi guidare, soprattutto a Milano, ma quando ce n’è stato bisogno hai rispolverato le tue abilità da guidatrice e mi hai accompagnato mille volte più una in Mangiagalli.
Hai pianto quando hai visto Marito uscire con Filippo dalla sala parto…e tu non hai la lacrima facile.
Hai pianto con me quando non potevo vedere i bimbuli dopo il cesareo.
Ora abbiamo un nuovo equilibrio da costruire, io e te, perché tu sei diventata Nonna ma rimani sempre Mamma, e io rimango sempre Figlia ma sono diventata Mamma.
Sai cosa vorrei regalarti? Più tempo e soprattutto voglia di dedicare tempo a te stessa...
scritto da Pilly80 il domenica, 15 marzo 2009,18:18
Siamo reduci dal richiamo del vaccino e “io ooooodio i vaccini”!
Odio l’effetto sui bimbuli, perché vederli lì, mogini mogetti, con le guanciotte arrossate dalla febbre, mi fa stringere il cuore. Il cuore di mamma.
Il cuore di una mamma che si è scoperta chiocchia e non l’avrebbe mai e poi mai detto.
Ma è il fatto che siano due che acuisce il mio essere chioccia, il mio essere insicura, il mio essere un po’ paranoica.
Perchè ci sono momenti in cui una mamma gemellare vorrebbe avere 4 braccia.
Per poterli coccolare, per poterli ninnare, per poterli prendere in braccio.
Perchè’ quando stanno male o quando piangono all’unisono per me è una sofferenza potermi occupare solo di uno. Uno per volta.
E nel momento in cui mi occupo di uno, mi sento in colpa verso l’altro e viceversa.
E so che è irrazionale, ma comunque mi fa soffrire.
All’inizio, complici gli ormoni, avevo paura che loro non sapessero che ero io la loro mamma perché non ero solo io a dare loro da mangiare o a consolarli quando piangevano.
E’ una cosa che non riesco neanche bene a spiegare perché mi prende proprio la pancia.
E’ solo che vorrei esserci sempre per entrambi…
Mamme e papà gemellari, che ne dite di unirci e scrivere un libro di psicologia gemellare?!?
Io dovrei fare una lavatrice, riordinare casa, mettere via i piatti, lavare i biberon, sistemare i vestiti dei bimbuli, sistemare il bagno etc etc etc.
E invece mi sono fatta una doccia lunghissima, ora sono al pc a godermi una strana quiete e uno strano silenzio e tra poco magari ci scappa pure un silk epil...
scritto da Pilly80 il mercoledì, 11 marzo 2009,13:58
Strano ma vero, ore 22.58, decido di spegnere pc, luce e cervello e di lasciarmi cullare dalle dolci braccia di Morfeo.
Sono stanca che più stanca non si può e un'oretta di sonno in più non guasta.
Il cervello, invece di spegnersi, comincia a elaborare dati...
"domani devo assolutamente sistemare casa. Quasi quasi chiedo ai miei di tenermi in bimbuli un'oretta"
"Venerdi c'è la vaccinazione...Azz. Speriamo non vada come l'altra volta. Uff, ora comincia a salirmi l'ansia"
"Devo chiamare la tipa dei sacchettini per il battesimo e dirle di farne una ventina in più"
"Lavatrice. Bianchi da fare. Prima cosa domani quando mi alzo"
"Oggi filippo ha fatto qualche rigurgito in più...chissà perchè"
"Giovedi è il compleanno della suocera... e cosa cavolo le regaliamo???"
"E poi tra poco c'è anche il compleanno di mia mamma"
"Ah, devo anche andare a vedere la sala dell'oratorio dove facciamo il rinfresco per il battesimo"
"Dovrei far sviluppare un po' di foto...o quantomeno scaricarle dalla macchina fotografica"
"Voglio mettere un appendiabiti all'ingresso. Domani guardo su internet"
"Libri nascita. Quasi quasi passo da quel negozietto a milano che fa cose bellissime di cartta e chiedo se mi fanno qualcosa ad hoc"
"Mercoledi se è bello vado al mercato e lo dico anche a collega-amica S."
"Belli gli stickers che ci hanno regalato fratello e cognata!"
"Dobbiamo decidere cosa fare per le vacanze... ma come cavolo faremo a portarci via due lettini-due seggioloni-passeggino etc etc?!?!"
"Uff..ancora non dormo...che ore saranno?"... quasi quasi vado ad accendere il pc...
Prima:
"Quando i bimbuli dormono di giorno, noi faremo le cose normalmente, così si abituano a dormire anche con i rumori. Se stiamo guardando la tv la terremo accesa, se stiamo ascoltando musica continueremo a farlo. Parleremo con un tono di voce di normale. Insomma, quando dormono di giorno, le attività giornaliere vanno avanti normalmente.
Oggi:
"Ssssshhhhhh! Fai piano! Si sono addormentati tutti e due! Zitto! Cammina piano! Alza la sedia! Sssssshhhhhh!!!!
scritto da Pilly80 il giovedì, 05 marzo 2009,11:06
Ok. Stop. Basta.
Sono ufficialmente stanca. Fermate la giostra, per cortesia, perchè ho bisogno di una piccola pausa.
Basterebbe un'oretta qua e là, il tempo di farmi una doccia con calma, magari il tempo di depilarmi e di farmi le sopracciglia visto che sto pericolosamente assomigliando sempre di più a Peo Pericoli, il tempo di fare un salto dal parrucchiere.
O in realtà forse basterebbe solamente la fine di questo inverno che non se ne può veramente più.
Basterebbe uno spiraglio di sole. O basterebbe anche solo che smettesse di piovere tanto da uscire un po'.
Basterebbe solamente un pizzico di serenità e una certa chiarezza che in questi giorni è venuta meno.
Basterebbe veramente poco, tutto sommato...