Pagina bianca
Sono giorni normali ma è come se il caldo afoso che fino a ieri incombeva su Milano mi abbia messo in una sorta di bolla, una bolla dentro la quale osservo, rifletto, cerco di razionalizzare.
Una bolla dentro la quale cerco di capire e di capirmi un po' di più, di analizzare e di analizzarmi.
Una bolla dentro la quale sono in modalità stand by.
Non è niente di tragico, eh?!?
Sono serena.
Ho capito però che è come se la maternità mi avesse plasmata.
Come un pezzo di creta che viene plasmato dalle mani di un'artista, la maternità ha plasmato me.
Non ha cambiato la mia essenza ma mi sta dando forme diverse.
Mi trovo quindi ad essere un po' introspettiva, i pensieri vanno e vengono ed è difficile riuscire a fermarli su una pagina bianca, anche se è la cosa che mi servirebbe di più.
Ho molte idee per i post del blog e molte cose da raccontarvi; poi di fronte al foglio fianco non riesco a mettere insieme le parole.
Diciamo che ho un po' il blocco dello scrittore... per menarmela un po'! (scrittore de che?!? Direte voi...).
Intanto domani sera si parte e si va a trovare i bisnonni (questa volta dovremmo farcela).
Staremo nella casa di campagna di NonnaTuttoFare e NonnoTuttoD'unPezzo. Mangeremo prelibatezze, affideremo i pargoli alla NonnaTuttoFare e ci godremo un po' di sole sdraiati sull'erba.









Il week end scorso Marito ed io ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di una piccola pausa, di un paio d'ore soli soletti noi due. Un paio d'ore in cui chiaccherare, ridere, svagarsi, rilassarsi. Un paio d'ore che non siano per andare a fare la spesa o le mille commissioni arretrate. Un paio d'ore perchè è anche importante coltivarsi come coppia.
Qualche giorno fa ho ricevuto il mio primo premio della blogosfera.

Si è chiuso il mese di aprile che di "dolce dormire" ha avuto ben poco.